lunedì 23 gennaio 2012

CERCO DI RIPRENDERE...



...ma faccio molta fatica. Da poco prima delle feste ho un blocco, mi manca la voglia di rimettermi ai fornelli e provare a fare qualcosa di decente, cucino per il solo piacere di cucinare e non di "sperimentare". La cosa che più mi manca poi è la voglia di fare le foto, appena preparato un qualcosa di postabile mangio e non perdo tempo con cavalletti, sfondi ecc. Sono certo che passerà questo periodo, prima o poi mi rimetterò a giocare col blog, devo solo ritrovare la voglia di riprendere questo bel gioco.
Per ora vi mostro l'ultima cosa che avevo fatto con la pasta fillo, un semplice assemblaggio di sapori che legano molto bene insieme. Se dovessi indicare la difficoltà da 1 a 5 metterei -3 vista la banalità del piatto, però il sapore e la consistenza del ripieno valgono davvero la pena di essere provati.

FAGOTTINI DI PERE E ROQUEFORT

Pasta fillo
roquefort
pere abate
olio extra vergine di oliva

Pulire e tagliare le pere a dadini. Tagliare il roquefort a dadini. Tagliare i fogli di fillo a quadrati di 15 cm di lato circa.
Mettere al centro della pasta un po' di pera e un po' di formaggio, sollevare i vertici del quadrato e chiuderlo a fagottino, semplicemente arrotolando la pasta su se stessa, non è necessario legare con spago. Ungere la pasta leggermente e mettere in una teglia su carta forno.
Infornare in forno preriscaldato a 180° fino a doratura della pasta. Servire immediatamente.

lunedì 12 dicembre 2011

PROVE DI FILLO, STRUDEL SPEZIATI

Mercoledì sera sono stato in cucina ad aiutare un'amica che era impegnata nel suo ristorante con una cena a menù fisso con piatti greci. La cena è andata molto bene, i clienti erano molto soddsfatti e io anche perchè ho imparato molto sulla cucina greca, cucina che conosco solo in modo molto marginale. Prima di andare mi ha regalato una confezione di pasta fillo (o phyllo per essere più precisi) dicendomi di provare a divertirmi un po' con la stessa.
Per chi non la conoscesse, la pasta fillo (scriviamola all'italiana, dai!) è una pasta sottilissima, venduta a rotoli composti da una ventina di strati sovrapposti e separati dall'amido in modo che non si attacchino tra loro. Può essere usata per preparazioni dolci o salate e va usata rapidamente perchè lo spessore quasi inesistente fa si che secchi in pochi minuti.
Io ho provato due preparazioni, una dolce che è questa di oggi e una salata che posterò più avanti.
Per questo "strudel" non vi dò le dosi sarebbero troppo approssimative, ho fatto tutto senza bilancia andando totalmente a occhio, vi dico solo come ho costruito questo dolce. Il risultato però è molto piacevole, la pasta cuoce restando croccante e dando un tocco "rumoroso" al dolcetto. L'ho servito con una salsa all'arancia che a mio avviso lega bene con il ripieno.

INGREDIENTI

pasta fillo
pere kaiser
biscotti digestive
cioccolato fondente 70%
cannella
chiodo garofano
cardamomo
vaniglia
zucchero
burro

Sbucciare le pere e tagliarle a tocchetti.
In una pentola mettere un pezzetto di burro e le spezie ridotte in polvere. Far cuocere le pere aggiungendo un po' di zucchero senza farle stracuocere, devono restare consistenti. Farle raffreddare.
Tagliare la pasta a rettangoli piuttosto grossi, io ho tagliato a metà i fogli in mio possesso. Prendere un foglio di pasta e spennellarlo con burro fuso. Partendo dal alto corto del rettangolo mettere mezza digestive sbriciolata, una cucchiaiata di pere, qualche pezzetto di cioccolato e iniziare ad arrotolare la pasta avendo cura di chiudere i lati esterni dopo il primo giro in modo che il ripieno non fuoriesca in cottura. Spennellare di burro la superficie dello strudel.
Mettere in una teglia coperta di carta forno e poi infornare a 180° per 10/15 minuti fino a quando non siano ben dorati.
Spolverizzare di zucchero a velo e servire tiepidi.

lunedì 5 dicembre 2011

BRASATO DI BUFALO

Si è corretto, si tratta proprio del bufalo, per la precisione bufalo Campano, quello dal cui latte si ottiene la mozzarella di bufala. La carne di bufalo è molto magra e saporita, talmente magra che per fare questo piatto va lardellata con del lardo suino, altrimenti il risultato sarebbe immangiabile, otterremmo un piatto di carne stoppacciosa e molto asciutta.
E' un piatto che vi invito a provare per la bontà della carne di bufalo, anche se non di facilissimo reperimento (a me è stata portata da Napoli).
Ovviamente gli ingredienti sono di massima, ognuno si regoli poi sulle proprie esigenze e preferenze.

INGREDIENTI

600 g Carne di bufalo
200 g lardo
1 l vino di corpo (es. nebbiolo)
2 carote
1 costa di sedano
1 cipolla
olio extra vergine di oliva
farina 00
1 pezzetto di cannella
2 chiodi di garofano
pepe
rosmarino
salvia
alloro

Pulire le verdure e tagliarle a tocchetti piccoli.
Lardellare la carne di bufalo, metterla in una terrina capace e aggiungere le verdure, le spezie e il vino. Lasciare marinare per 24 ore.
Togliere la carne dalla marinata, asciugarla e infarinarla. Scolare le verdure e metterle da parte conservando il vino della marinata.
Mettere in una casseruola dell'olio e scaldare. Quando è ben caldo, rosolare la carne. Toglierla dalla pentola e aggiungere le verdure e farle rosolare, quindi rimettere la carne in pentola, far prendere calore e aggiungere il vino e le erbe aromatiche legate insieme in modo da poterle togliere agevolmente. Far prendere il bollore e proseguire quindi la cottura a fuoco bassissimo per almeno 2 ore.
Una volta consumato il liquido di cottura, mettere la carne da parte e passare le verdure al passaverdura fine levando le spezie e le erbe aromatiche.
Servire con delle verdure crude o appena scottate.

lunedì 28 novembre 2011

L'UOVO DI CRACCO

Ultimamente Carlo Cracco è ovunque, reality, finti programmi di finta cucina, giornali, ecc. E' indubbiamente un grandissimo Chef, merita tutte queste attenzioni visto che pochi sono più bravi di lui in Italia secondo me. In questa sovraesposizione mediatica mi sono imbattuto in un video dove proponeva questo tuorlo fritto in una improbabile cucina con una ancor più improbabile cuciniera/conduttrice (definirla cuoca è troppo, non posso...) che provava a cucinare sotto le sue dritte, ovviamente non riuscendoci.
L'idea però mi è piaciuta molto e ho provato a farla poggiando il tuorlo su un letto di carciofi saltati. Il risultato è strepitoso, consiglio vivamente di farlo.
Ovviamente non è una ricetta vera e propria con tanto di dosi, è un gioco che ognuno può fare data la facilità della preparazione, facilità che si evince solo dopo che la si vede fare ovviamente...
Il giochino è banale: si mette il tuorlo ben coperto da pane grattato, compresa la base, a riposare in frigo per almeno un paio di ore (io l'ho lasciato 24 ore per impegno improvviso) in modo che il pane si inumidisca e si attacchi al torlo formando la panatura. Si toglie quindi il pane in eccesso con molta delicatezza e si frigge in abbondante olio caldo per un minuto, non oltre, perchè il tuorlo comincia a espandersi per il calore e rompe la crosticina.
Il risultato finale è un godurioso tuorlo morbido avvolto da una crosta croccante e saporita.
Per dovere di informazione io l'ho servito su dei carciofi saltati in padella con olio e aglio. Molto semplice ma davvero buono.

lunedì 21 novembre 2011

FOCACCIA ALLA GENOVESE E AIUTO

Questa è la mia prima focaccia alla genovese fatta con il lievito madre. Un collega venerdì mi ha regalato un pezzetto di madre (grazie Fabio!) e ho subito provato a fare la focaccia con delle dosi che più o meno avevo letto in giro, adattandole un minimo alle mie necessità. Il risultato è stato incoraggiante, ho bisogno di aggiustare un po' il tiro ma sono molto soddisfatto.
Perchè però postare la ricetta della focaccia che è ovunque sul web? Perchè la focaccia è genovese, fortemente legata alla città e alla tradizione, un cibo che aiuta chi è in cerca di conforto e proprio in questi giorni dopo l'alluvione molti hanno bisogno di conforto e soprattutto di aiuto, persone che hanno perso sotto l'acqua anche i loro sogni e le loro speranze.
Chiara è una di queste persone, sotto la furia della natura arrabbiata ha perso il suo locale, Officina di Cucina, un ristorante che era stato aperto ad agosto, nel quale erano stati riposti i suoi sogni e le sue speranze. Per aiutarla a ripartire è nata una serie di iniziative tra blogger, Chiara ha anche un blog, Tocco e Tacchi, per raccogliere gli aiuti economici di chi volesse aiutarla. Non serve dare tanto, anche poco in tanti diventa molto.
Questo è il numero di c/c per contribuire:

IBAN: IT86T0617501410000001648580
Intestato a: OFFICINA DI CUCINA S.N.C. FONDI ALLUVIONE 2011 NEGOZIO



INGREDIENTI

400 g farina
220 ml acqua
250 g lievito madre (il mio l'ho rinfrescato la sera per la mattina)
12 cucchiai olio extra vergine di oliva
sale

Impastare in planetaria il lievito con l'acqua. Quando sarà ben sciolto aggiungere una parte di farina e 6 cucchiai d'olio e continuare ad impastare. Aggiungere quindi la restante farina e il sale e porre a lievitare per 3 ore nel forno spento.
Riprendere la pasta e ripiegarla in tre su se stessa per due volte e lasciarla riposare 40 minuti. Quando avrà perso elasticità, stenderla in una teglia unta all'altezza di mezzo cm circa e lasciarla lievitare ancora 1 ora.
Riscaldare il forno a 250°.
Ungere la focaccia con il restante olio, aggiungere sale grosso e mezzo bicchiere di acqua, spargere su tutta la superficie e formare con le dita una serie di fossette molto ravvicinate e infornare per 15 minuti circa (regolarsi con il proprio forno) fino a cottura ultimata (a me piace mal cotta...)

lunedì 14 novembre 2011

CREMA COTTA

Ultima prova di piatto con lemongrass, questa volta con un dolce. Ho fatto una normale crema cotta avente come unico aromatizzante il lemongrass. Il risultato non è male, trovo che sia un gusto più adatto al salato che non al dolce ma tutto sommato è piacevole.
Se vi capitasse di provare, fatemi spere le vostre impressioni.

INGREDIENTI

300 ml latte
200 ml panna fresca
120 g zucchero
4 steli di lemongrass
10 g colla di pesce

Mettere la colla di pesce a mollo in acqua fredda per ammorbidirla.
Tagliare il lemongrass a tocchetti, metterlo in pentola con lo zucchero, la panna e latte e portare ad ebollizione mescolando. Spegnere il fuoco.
Aggiungere la colla di pesce ben strizzata e mescolare fino a che non sia perfettamente sciolta.
Mettere in stampi monoporzione o in stampi grossi e far raffreddare, poi mettere in frigo per almeno 6 ore.

lunedì 7 novembre 2011

MINISTERIALI MIGNON

Questo week end l'ho praticamente passato a cucinare con i miei figli, abbiamo impastato, fatto i biscotti, la foaccia, i grissini, il minestrone e un po' di altre buone cose. Però non avevo voglia di fotografare i piatti, non ero proprio nell'idea di riprendere niente. Ce ne siamo stati forzatamente chiusi in casa, bombardati da notizie irreali che arrivavano dalla tv e dalla rete, notizie di disastri appena successi e altri in possibile arrivo.
Quindi oggi non posto ricette, metto una foto che avevo provato a fare a un dolce che mi è stato portato da Napoli dalla zia napoletana e che mi ha colpito per semplicità e bontà. Si tratta di un cioccolatino della pasticceria Scaturchio ripieno di una crema alcolica speziata. Detto così sembra banale e molto riduttivo perchè il sapore del ripieno è incredibile, delicato e di difficile decifrazione dei sapori, l'esterno è di un sottilissimo cioccolato, non so se di loro produzion, che è davvero buono. Un dolcetto che merita di essere provato e che aumenta la mia voglia di andare a provare di persona la produzione intera della pasticceria.